Nei secoli XVII e XVIII l’Italia è meta privilegiata ed ineludibile del Grand Tour, viaggio iniziatico di formazione e accrescimento culturale intrapreso da audaci aristocratici europei, tra cui Lord Byron, che hanno lasciato ai posteri memorie della loro permanenza in Italia. Il progetto didattico “Voyage of Italy: Gli Inglesi e Il Grand Tour – il caso Byron”, destinato agli studenti della classe IV CL del nostro Liceo delle Scienze Applicate, si è sviluppato a partire dalla lettura di stralci del Byron’s Ravenna Journal per poi concludersi ripercorrendo la trama culturale e le tappe del Grand Tour della figura più eccentrica del romanticismo inglese che – oltre agli itinerari consolidati – per amore compie delle soste insolite. Accompagnati dalle docenti Valeria Polopoli e Sonia Di Giacomo, dal 27 al 31 gennaio gli studenti hanno visitato le città di Ravenna, Ferrara, Mantova e Bologna, città presenti nella lista Unesco.
A Ravenna, sede del museo Byron e del Risorgimento, (Byron fu affiliato alla Carboneria) luogo di poesia, letteratura, storia e tecnologia, grazie agli allestimenti interattivi i ragazzi hanno rivissuto l’affascinate storia del legame di Byron con L’Italia e con Teresa Gamba Guiccioli. Sulle tracce del Lord inglese, carichi di emozione si sono recati alla Tomba di Dante – a cui Byron rende omaggio componendo The Prophecy of Dante – e a Casa Dante. Lo splendore dei mosaici bizantini di Galla Placidia, San Vitale, Sant’Apollinare Nuovo e del Battistero dei Neoniani li ha tenuti per un bel po’ con il naso all’insù mentre ha destato non poco stupore la visita alla cripta ‘naturalmente allagata’ della Chiesa di San Francesco.
Nella città di Ferrara medievale e rinascimentale, ebraica, estense, letteraria, l’itinerario si è snodato ripercorrendo quello di Byron: da Palazzo Schifanoia, con i bellissimi affreschi del Salone dei Mesi, dalla visita a Palazzo Paradiso, che ospita la Biblioteca Ariostea e il Teatro Anatomico, al mausoleo di Ludovico Ariosto, ammirato da Byron e di cui questi fu avido lettore. La passeggiata lungo le vie del ghetto ebraico, dove si trova la Sinanoga, ha fatto rivivere i racconti di Bassani e di un passato impossibile da dimenticare e si è conclusa con la visita alla cella di Torquato Tasso, nel suggestivo chiostro di Sant’Anna; qui Byron, estimatore del Tasso, si fa rinchiudere per scrivere The Lament of Tasso i cui versi oggi sono incisi sulla lapide all’ingresso della cella. Prima di giungere a Palazzo dei Diamanti, con le sue bugne a forma di diamante, dove i nostri studenti hanno goduto della mostra immersiva su ‘Chagall testimone del suo tempo’, i ragazzi hanno visitato il Palazzo Ducale, il Castello Estense, la Cattedrale con il suo museo, piazza Savonarola, la medievale via delle Volte; hanno ammirato la Rotonda Foscarini e il Quadrivio degli Angeli.
A Mantova, meta imperdibile dei grandtourists, hanno visitato Palazzo Te e la sua spettacolare Camera dei Giganti, oltre a vedere l’installazione filmica multischermo ‘All that Changes You’ del regista Isaac Julien. La visita è proseguita negli innumerevoli saloni del sontuoso Palazzo Ducale che custodisce la celebre Camera degli Sposi di Andrea Mantegna. Nella città dei Gonzaga, oltre al Castello di San Giorgio, alla Basilica di Sant’Andrea, alla Chiesa di San Sebastiano e al Duomo, è stato il Teatro Scientifico di Bibiena a sorprendere studenti e docenti, catturati dalla bellezza di questo vero gioiello di fine Settecento originariamente concepito per convegni scientifici.
A Bologna Byron sostò brevemente, i ragazzi hanno visitato piazza Maggiore e i Palazzi che in essa si affacciano, la Basilica di San Petronio con la meridiana di Cassini e poi la Torre degli Asinelli e la Torre della Garisenda e, infine, la cattedrale di San Pietro. Sono stati giorni davvero intensi per i nostri studenti che con interesse ed entusiasmo hanno percorso un itinerario geografico e culturale in cui l’esperienza diretta ha dato loro modo di rielaborare in maniera più profonda, unitaria e consapevole quanto studiato riattualizzando, in tal modo, il vero senso del Grand Tour. Realizzare questo progetto non sarebbe stato possibile senza la disponibilità della nostra Dirigente, Maria Concetta Castorina, sempre pronta ad accogliere progetti e attività didattiche di questo tipo.

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