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Processo a Federico II

Un ponte tra storia e cittadinanza

Utente Ruiz-psc

da Ruiz-psc

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Sabato 9 maggio, all’interno del Maggio dei Libri organizzato dal Comune di Augusta, il salone “Rocco Chinnici” di Palazzo di Città si è trasformato in un luogo di dialogo tra passato e presente. Ciò che abbiamo condiviso non è stato il semplice esito di un’attività scolastica, ma il compimento di una vera officina del sapere. Le classi 3AL, 3BL e 3CL del Ruiz, guidate dalle docenti Concetta Baffo, Rosaria Ferraguto e Tania Rizzotti, hanno scelto di non limitarsi a studiare la storia: l’hanno interrogata, interpretata, messa in scena, trasformandosi da spettatori in protagonisti critici.Il progetto “Processo a Federico II di Svevia” nasce da un’esigenza pedagogica contemporanea: trasformare la conoscenza in competenza, la teoria in esperienza, la memoria in cittadinanza. Attraverso la metodologia del compito di realtà, gli studenti hanno ricostruito un vero dibattimento processuale, immergendosi in un Medioevo vivo e complesso. Hanno analizzato con rigore le fonti, studiato i documenti relativi ai principali capi d’accusa e scritto un copione che mette in luce le contraddizioni di un sovrano definito Stupor Mundi: il difficile equilibrio tra fede e politica, il confronto tra l’universalismo imperiale e il potere papale, la tensione tra accentramento e autonomie comunali, la sorprendente modernità del dialogo con il mondo islamico.Vederli vestire i panni di Pier delle Vigne, di Papa Gregorio IX o di Ermanno di Salza ha significato assistere a un esercizio di empatia storica e di retorica argomentativa di altissimo livello. Non stupisce, dunque, che questo lavoro sia confluito in una pubblicazione della Società augustana di Storia patria: un riconoscimento che dà dignità editoriale a un’esperienza di storia viva, capace di unire ricerca, creatività e consapevolezza civile.Federico II non è solo un personaggio da manuale. È parte dell’identità della nostra terra, della nostra città, che porta ancora il segno della sua presenza attraverso una fortificazione che ieri rappresentava difesa e potere, e oggi custodisce un’eredità morale, culturale e civile che appartiene a tutti noi. Fu legislatore, poeta, mecenate, fondatore della Scuola Poetica Siciliana e dell’Università di Napoli: un sovrano che ha fatto della conoscenza un orizzonte politico.Il “proscioglimento pieno” con cui si conclude il copione non è una riabilitazione ingenua, ma la prova che i ragazzi hanno compreso la complessità della Ragion di Stato e la necessità di superare etichette semplicistiche come “tiranno” o “anticristo”. Come ricorda il giudice nelle parole finali, il presente non giudica il passato per condannarlo, ma per comprendere con consapevolezza la nostra identità.Un ringraziamento sincero va agli studenti, per la passione e la maturità con cui hanno affrontato questo percorso; alle docenti, per la capacità di fare squadra e trasformare un’idea in un’esperienza formativa completa; alla Società augustana di Storia patria, per aver creduto nel valore culturale del progetto; e alla Dirigente scolastica, prof.ssa Maria Concetta Castorina, che ha sostenuto con convinzione ogni fase del lavoro.