Dal 29 marzo all’1 aprile, trentuno studenti delle classi quinte del Ruiz hanno vissuto un’esperienza che resterà impressa nella loro memoria: il Viaggio del Ricordo, un percorso nei luoghi delle foibe e dell’esodo giuliano‑dalmata. Un’opportunità preziosa resa possibile grazie al bando promosso e finanziato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, ottenuto grazie all’impegno e alla dedizione della prof.ssa Tania Rizzotti, che ha curato l’intero progetto.
È stato un viaggio intenso, capace di toccare corde profonde. I nostri studenti, accompagnati dalle professoresse Tania Rizzotti, Alessandra Aloisi e Stefania Anfuso, hanno attraversato luoghi che ancora oggi custodiscono ferite, memorie e silenzi.
A Mestre con il percorso didattico al Museo del ‘900 hanno ripercorso la storia del Novecento italiano nella frontiera orientale; a Basovizza hanno ascoltato, con il supporto della guida Massimo Tunin, le vicende dolorose delle foibe e dell’esodo. A Gorizia, con Maria Grazia Ziberna, presidente di ANVGD, Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, di Gorizia, che ha spiegato le vicende che portarono alla separazione tra Gorizia e Nova Gorica, attraverso la visita del Parco della Rimembranza e di Piazza della Transalpina, divisa tra l’Italia e la Slovenia.
A Piemonte d’Istria, un incantevole borgo medievale in Croazia oggi quasi disabitato, gli studenti con la guida di Franco Biloslavo e alla presenza del sindaco Claudio Stocovaz, hanno potuto ascoltare storie di famiglie costrette a lasciare tutto, di case rimaste vuote, di identità sospese.
Al Magazzino 26 al Porto Vecchio di Trieste, dove le masserizie e gli oggetti degli esuli continuano a parlare al cuore: un momento di forte impatto emotivo per i nostri studenti, così come la visita al Centro Raccolta Profughi di Padriciano, che racconta degli anni difficili degli esuli in Italia.
Ogni tappa ha offerto ai ragazzi l’occasione di confrontarsi con una memoria viva, concreta, fatta di volti, luoghi e racconti che non appartengono solo al passato, ma continuano a interrogarci sul valore della libertà, dell’accoglienza e della dignità umana. È stato un viaggio che ha formato, emozionato e fatto crescere.
Un ringraziamento speciale va alle guide che hanno accompagnato i nostri studenti: la loro capacità di custodire e trasmettere la memoria hanno reso questo percorso ancora più significativo.

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